Australia parte 4 ● Il Nord Est

Ho lasciato il Queensland dopo essere salita sul Monte Tambourine da cui, se non piove, si ha una vista mozzafiato di Brisbane. Ho salutato Madame F e famiglia, e zaino in spalla mi sono diretta verso Cairns, la Barriera Corallina, e il Daintree Rainforest Park. Ultimi 4 giorni australiani, due patrimoni dell’Unesco. Non male per la fine di questa avventura. The Great Barrier Reef, la mitica Barriera Corallina è un baratro sopra il quale a me è sembrato di volare. Nel corso della gita a fior d’acqua a Green Island ho fotografato pesci,  mostri,  animali di cui io, ignorante, dimentico i nomi. Le immagini, però, dentro e fuori dal mio cuore, mi aiutano a non farmi scivolare la vita tra le mani. A ripensarci bene, però, di alcuni di quegli esseri riesco ancora a dare una definizione: ho incontrato uno squaletto, piccolo e magro; dei pesci che per me si chiamavano pesci siringa perché assomigliavano a delle siringhe; migliaia di anemoni. Era un carnevale. Era una gioia. Nessun peso corporeo. Nessun pensiero.

Poi sono salita a Cairns e lì nell’ordine sono successe due cose:
1. Sono stata invitata ad un “barbie”, ovvero in lingua australiana, una grigliata dove ho assaggiato, probabilmente per la prima e unica volta in vita mia, il coccodrillo e il canguro;
2. Ho partecipato ad una gara di didgeridoo (leggi digiriduuu). Il premio in palio era una mezza giornata a cavallo nella campagna intorno a Cairns. Non penso di essere mai risultata così goffa in tutta la mia vita. Ciononostante, sono arrivata (ahimè) seconda e ovviamente non ho vinto un tubo.

Il penultimo giorno, poi, alle 5 del mattino sono partita per un viaggio nel viaggio di circa 200km verso il parco di Daintree e Cape Tribulation. Ho camminato vicino alle mangrovie, e sono stata bagnata da una pioggia delicata mentre vagavo per la foresta di Daintree. Intorno a me, felci alte fino a 10 metri. E’ difficile anche ora, dopo quasi 4 anni di distanza, descrivere quella semplicità, quella bellezza lineare. Poi – li ho visti. I coccodrilli. Liberi, lungo il fiume. Due adulti, grossi come tronchi d’alberi, ed un piccolo che poteva starmi in braccio. Non avevo paura guardandoli dalla barchetta su cui mi trovavo. Provavo solo un grande senso di reverenza di fronte a questi enormi esseri che solcavano la terra molti millenni prima di noi.

L’Australia poi è finita. Ed io sono tornata piena di vitalità nella nostra piccola Europa. Il ricordo però è rimasto dentro di me, sfocato negli anni, ma persistente attraverso le mie foto. La vita continua. Il viaggio, pure.

“See the world. It’s more fantastic than any dream made or paid for in factories. Ask for no guarantees, ask for no security.
Ray Bradbury, Fahrenheit 451.

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