‘Cause we’re lovers, and that is a fact (5)

Eri piena di gente, amore mio, in questi giorni. Molti si sono fermati a renderti pressoché immortale con i loro iPhone, con le loro macchine fotografiche. Fai battere il cuore a tutti, ed io non sono gelosa, di natura. Anche se in tanti ti guardano, io so che tu sei mia. Che le tue strade mi accompagnano. Che il tuo cielo non mi lascia mai sola, anche quando sono sola. In esso, scorrazzano orde di gabbiani. Non sai quante volte mi sono chiesta come fanno ad arrivare qui, questi animali. Da dove vengono. Dove vanno. Spinti chissà verso quali orizzonti, come dice quel murales all’angolo di Via Principe Amedeo e Piazza Vittorio.

Lì vicino, tra Via San Massimo e via Principe Amedeo, poi, mentre sfrecciavo in bicicletta, mi hai presentato una casa in pigiama. Sì, in pigiama. Nel senso che la casa in questione è a righe, beige e bianca, di diverso spessore. Mi hai ricordato ancora una volta che sei il mio letto accogliente, anche quando mi sbatti in faccia la nebbia di novembre che fa sparire, come per magia, anche la collina di Superga.

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In questi giorni, poi, mentre molti si riversavano nei cinema del centro per il Torino Film Festival, io sono capitata in Via Favria, in Barriera di Milano. Lì ci sono delle casette a due piani, decorate con balconi stretti. Sulla strada, danno quelle porticine affusolate e alte, mini-vatussi dell’architettura cittadina: da esse mi sono immaginata di veder uscire degli essere umani magrolini. Dentro alle casette che popolano questa strada, sicuramente, toccavano i soffitti con la testa.

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In uno di questi pomeriggi carichi di nuvole, mi hai presa per mano e mi hai ricordato che sono ignorante. Ignorante come una scarpa molla. Mi hai fatto notare, infatti, che in Corso Massimo, al numero 42, c’è una cosa che si chiama Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica. L’ingresso ha quattro colonne che, nonostante il traffico che vi scorre di fronte, sono d’un bianco niveo. Mi chiedo chi le pulisca per tenerle così bene. Comunque, a parte le colonne, cara Torino – cosa fanno all’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica? Non lo sai neanche tu, scommetto. E’ splendido non capire niente di alcuni argomenti. So di non sapere.

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Oltre ai gabbiani sul Po, poi, mi sono resa anche di quanti draghi svolazzino nelle tue strade: ci sono quelli appesi fuori dalla pasticceria Ghigo in via Po, quelli al numero 40 di Corso Matteotti e quelli che fanno da guardiani all’ingresso del Palazzo della Vittoria in Corso Francia 23. Simbolo di potenza, dicono i libri. Solo uno dei tuoi infiniti modi di farci sognare, amore mio, dico io.

 

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2 Commenti su “‘Cause we’re lovers, and that is a fact (5)

  1. Anna Maria

    Torino città grigia e trista dicono alcuni ma questa città ha un cuore generoso, se la guardi con attenzione regala anche a chi la disprezza , un mazzo di emozioni . Spesso passiamo veloci e non l’osserviamo con l’amore che merita, ma quando leggo le “lettere d’amore ” di Vanessa , abbandono i tacchi alti e passeggio per le vie sue riempiendomi della sua bellezza

    1. skandorina Autore

      Grazie mille, Anna Maria! C’è chi dice che Torino è brutta e grigia. E poi ci sono quelli che non dicono vaccate 🙂

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