Cronache Danesi

Perché nella mia prossima vita voglio nascere in Scandinavia, ovvero le Cronache Danesi.

Mi trovo, per motivi del tutto estranei a questo blog, in Danimarca. Mi trovo, per motivi ancora più estranei a questo blog, in una cittadina chiamata Køge. Mi piacerebbe confermare che la pronuncia di quella lettera lì, in mezzo, quella o sbarrata, messa quasi in prigione, è come la buona Umlaut tedesca. Mi piacerebbe ma non posso. Quella o carcerata cosa fa? Annulla la pronuncia della lettera G. Quindi, per motivi fonetico-grammaticali che al momento mi sfuggono, il nome di questa cittadina splendida si pronuncia … Koooooohe. Un po’ alla bergamasca. Bergamo de sura, Bergamo de suta. Ci siamo capiti, no?

Copenhagen giace bella come un diamante a circa 35 chilometri da qui. Roskilde a meno di 30. Tralascio informazioni fonetiche relative alla pronuncia delle due città appena menzionate. Non scrivo, infatti, un trattato di linguistica o glottologia, ma passo a spiegarvi come mai, dopo soltanto 3 giorni in questa nazione, vorrei rinascere in Scandinavia nella mia prossima vita.

Vorrei rinascere in Scandinavia perché sul tetto dell’appartamento da dove vi sto scrivendo, è seduto, tronfio, un enorme pannello solare. Mi sento molto avant-garde, con questo gioiello di energia verde sulla casa. Se il pianeta non esploderà, sarà sicuramente anche grazie agli Scandinavi.

Vorrei rinascere in Scandinavia perché sotto le tensostrutture, loro, ci mettono i pianoforti. Nella piccola insenatura che ospita il porto di Køge ci sono dieci pianoforti che nessuno vuole più. Per farli tornare a vivere, due artiste svedesi (una si chiama Gunilla – che nome magico, eh, Gunilla??) li hanno raccattati. Chiunque passa può fermarsi un attimo. Battere le mani sui tasti. Diventare per un istante Neuhaus.  Se il pianeta continuerà a essere almeno un po’ romantico, sarà sicuramente anche grazie agli Scandinavi. Date un’occhiata al loro sito:
Conservatory for Discarded Pianos. Urban Play, Køge

Vorrei rinascere in Scandinavia perché il cimitero di Køge, almeno all’inizio, mi è sembrato un giardino. Ci sono entrata stasera, verso le sei, quando tutti i negozi stavano chiudendo, e la gente pedalava verso casa. Non c’era nessuno, ma non faceva paura: le tombe erano lapidi piccole e quadrate, tutte uguali, tutte semplici. Sulla maggior parte non c’era nemmeno scritto il nome di chi riposava lì sotto. C’era solo scritto mamma o papà. Su molte, l’unica frase era tak for alt, che in danese vuol dire grazie di tutto. Grazie per essere stato con me, per aver passato quei tuoi giorni nella mia vita. Se il mondo fosse governato dagli Scandinavi, forse, si sprecherebbero meno parole, e la vita sarebbe un po’ più snella.

Vorrei rinascere in Scandinavia perché qui hanno i preti donna, perché vorrei essere alta bionda soda, perché qui ci sono più negozi di occhiali che negozi dove farti le lampade, perché le biciclette hanno la precedenza sulle macchine, perché hanno la televisione senza il doppiaggio, perché probabilmente anche il vecchietto che vive di fronte a casa mia parla con accento di Oxford, perché la tuta se la mettono soltanto per andare in palestra, ma soprattutto perché mi sembra che sia sopravvissuta una considerazione della vita, dell’amore e del tempo ormai scomparsa in altre nazioni europee.
Sito di Køge: http://www.visitkoege.com/international/en-gb/menu/turist/koege.htm

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6 Commenti su “Cronache Danesi

  1. Federica

    Ciao amica, ho letto il nuovo pezzo danese sul tuo blog e l’ho trovato molto bello (fantastiche anche le foto!). In fondo però ho sempre immaginato che avessi un animo un pò scandinavo! Eheheheheh!Fede

  2. Gboy

    Hei Vane , son contento che ti piaccia , non avevo dubbi che avresti trovato cose “buffe ” da vedere , queste situazioni ti inseguono ovunque vai 🙂
    tienici informati , un abbraccio
    Gianluca

  3. Pista

    Turn off for: ItalianCiao Pi!!!
    Mamma mia che strano sentirti raccontare di un posto che non sia l Irlanda e che divertente è la tua mail!ahahaha
    E che figata leggere le cose che scrivi!Dev’ essere un posto davvero favoloso,un po come qui del resto(soab :S)
    Pista

  4. Blanche

    Una lettera che annulla la pronuncia dell’altra. Perchè? Non bastava non metterla? è decorativa. Che bella cosa.
    Vorrei essere lì anche io a pigiare i tasti di quel pianoforte, intonerei Fra Martino Campanaro perchè è l’unica che mi ricordo nonostante i 4 anni di conservatorio.

    Tak for alt!

    b.

  5. romina

    ….vediamo se questa volta riesco a lasciarti un commento…che dire, stai vivendo un’esperienza fantastica che sono sicura sfrutterai al massimo!non appena trovi un danese con indosso una tuta,e che non sta facendo esercizio fisico,fagli una foto please!!!

  6. Emmanuelle B.

    Bonjour Mademoiselle Marenco,

    I have just read your blog on your new city of adoption and I share your pain with Danish pronunciation ! I have a very good Danish friend, Tilde is her name (thank God that is easy to pronounce!) and when she was on the phone with home I was flabbergasted by her language. It is like they forget to articulate, it all sounded to me like a mutter! I really like your blog, it is good to have a laugh at break times, I wish I could read Italian but my attempt to understand it has been a big failure. Anyway you have me hooked! As I said before you left it really makes me happy when I read texts so well written and with such wit so thank you.
    Emmanuelle B.

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