Non-Luoghi

D.I.P.A.N.E.M.A. Tutto e il contrario di tutto

Ho scritto un glossario. È una lista di lettere a caso. Include tutto e il contrario di tutto.

Non ha la pretesa d’essere una polemica né tanto meno d’offrire soluzioni o commenti illuminati. È solo una testimonianza: per il futuro, per il passato, ma soprattutto per il presente che stiamo conoscendo.

In questi giorni, infatti, un anno fa l’Italia iniziava un viaggio. Un viaggio atroce, complesso, continuamente ed ancora in evoluzione. Un viaggio fatto di tappe inaspettate in alcuni casi, e organizzate in altri. Un percorso di toppe, di decisioni razionali e assurde. Ci ritroviamo in molti milioni lungo questa strada: incespichiamo, cadiamo, ci rialziamo sconvolti.

D come Diario

Nelle situazioni peggiori della mia vita, la scrittura mi ha salvata. Mi ha aiutata ad analizzare quello che mi stava succedendo, intorno, dentro, vicino. Mi ha dato il tempo di darmi tempo. Di darmi pace. A volte mi ha consentito di accettare. Di prendere delle decisioni. La scrittura mi ha permesso di ricordare, una volta passato il peggio, il che non è una cosa proprio così scontata nel gran bailamme della nostra esistenza. E di conseguenza, mi ha consentito di analizzare. È soprattutto con questa speranza che ho tenuto, in maniera veramente irregolare, un diario. Per andare, in futuro, a riguardare questo Viaggio, e dare ordine e strutturare una situazione che è quasi totalmente fuori dal mio controllo.

I come Immaginazione

Il futuro arriverà e voglio credere che un giorno, tra qualche anno, mi ritroverò a leggere queste stupide parole impilate insieme, o forse a ripeterle a qualcuno che non ha attraversato questo mondo pandemico. Voglio continuare, nonostante tutto, a immaginarmi (e a pianificare) i viaggi veri che farò quando tutto questo terminerà. L’immaginazione mi ha salvata in questi 12 mesi: i libri che ho letto, le storie che ho inventato per evadere la realtà, i film e alcune amicizie strabilianti che si sono sviluppate in questo anno, mi hanno permesso di continuare, in qualche modo, a sperare.

P come Poco ma forse anche tanto

Pochi contatti sociali e culturali. Pochissime risorse economiche. Pochissimi, i vestiti indossati in questi mesi: ogni volta che apro la mia cabina armadio mi sembra di sentirli sussurrare, quegli abiti che se ne stanno lì, appesi da un anno senza che li tocchi, senza che li lavi o li stiri: “Oggi è il nostro turno, vedrai”. E invece no, scelgo da 12 mesi sempre gli stessi: la tuta, i felponi, le scarpe da ginnastica, le ciabatte da casa.

Poca la cura sociale: ad un anno dall’inizio di un viaggio che avremmo tutti evitato, non siamo diventati una società migliore. Ci siamo spesso limitati a dimostrare in uno spazio di crisi il peggio dell’umanità.

Poca, ma allo stesso tempo, anche tanta cura sociale: in uno spazio di crisi come quello tiratoci in faccia dalla pandemia, siamo riusciti incredibilmente a mostrare a volte anche un lato umano inaspettato. Un “ti voglio bene” in più, un favore ad un amico in difficoltà, una telefonata inaspettata, una fetta di torta lasciata sul pianerottolo senza incontrarci, ma avvicinandoci.

A come Andiamo a fare due passi

Da più di 12 mesi non viaggio. Come molti milioni di persone al mondo, sono ferma, immobile. Il posto più lontano dove sono arrivata è stata la Valle D’Aosta, dove ho passato 8 giorni nella scorsa estate a camminare intorno al massiccio del Monte Rosa. La Valle D’Aosta è a circa 1 ora e mezza di macchina da Torino. Ho camminato tanto, però, quando è diventato possibile. Vivo vicino al fiume Po, e ho messo talmente tanti passi uno davanti all’altro lungo le sue sponde che mi aspetto che la Stazione Spaziale Internazionale uno di questi giorni mi chiami e mi chieda spiegazioni del solco che ho tracciato che ora si vede da lassù. Sono grata di avere a disposizione i parchi e le vie naturali della mia città. Mi ripeto che potrebbe andare peggio. Molto. Peggio.

N come Negativo

L’aggettivo negativo è diventato uno dei più belli, dei più cercati e desiderati nel corso degli ultimi 12 mesi. Fino ad ora, sono riuscita a rimanere in salute, ma non è andata così per tutti. Non è andata affatto per tutti allo stesso identico modo. Il Viaggio ha lasciato indietro una quantità inimmaginabile di persone. La storia che ci raccontavamo all’inizio era che sarebbe andato tutto bene. Ho anche appeso per qualche mese un panno colorato fuori dal mio balcone con questa scritta: mi dava coraggio, mi davo coraggio con piccoli mezzi, trucchi semplici. Ahimè, non è andato tutto bene.

E allora, la sola cosa che so fare, senza pretese di grandezza, è cercare di non creare guai agli altri: mi allontano, non ti tocco, non ti respiro vicino. Continuiamo insieme su questa stradaccia. Finirà. Mi ripeto continuamente che ogni giorno che passa di questo Viaggio è un giorno in meno verso la fine della pandemia.

E come Esperti

Penso che ognuno di noi sia in qualche modo cambiato. Lo so, nei paragrafi precedenti, mi sono a tratti lasciata andare ad un giudizio molto pessimistico sull’umanità. Ma è così, cari lettori che forse arriverete a questo piccolo glossario, nel futuro: durante questo Viaggio siamo stati tutto e il contrario di tutto. Non abbiatecela con noi.

È che abbiamo dovuto costruire tantissime esperienze da capo e ci siamo attrezzati e siamo diventati bravissimi a fare delle cose che prima non avremmo mai pensato: siamo diventati esperti di gesti di gentilezza, di piattaforme virtuali su cui (a volte con estrema fatica) ci siamo incontrati, di pizze, di pane, di pazienza e di impazienza, di coraggio e di abnegazione. Siamo diventati esperti dell’auto-intrattenimento, di giochi da tavolo, di serate chiusi in casa con il cuore aperto. Siamo diventati esperti di gestione della mancanza e della malinconia, e forse siamo diventati un pochino esperti della gratitudine verso le cose piccole.

M come Monotonia e Memorie che collassano

La monotonia fa crollare il tempo. La novità lo dispiega. Si può fare esercizio quotidiano e mangiare sano e vivere una vita lunga, pur sperimentandone una breve. Se si passa la vita seduti in un appartamento, un giorno è destinato a confondersi senza memoria nel successivo e a scomparire. Ecco perché è importante cambiare routine regolarmente, e fare vacanze in luoghi esotici e fare quante più nuove esperienze possibili che possono servire ad ancorare i nostri ricordi. Creare nuovi ricordi allunga il tempo psicologico e allunga la percezione della nostra vita.

Questi 12 mesi hanno creato, almeno per me, un numero incredibilmente buono (o per lo meno, decente) di nuove esperienze: ho ricominciato a studiare (lingue, cos’altro!), ho letto nuovi libri, ho partecipato delle vite di chi amo in modi completamente inaspettati. Non posso costantemente lamentarmi, pertanto. Ma non posso nemmeno dire che è stato semplice. Mi limito a sostenere che mi poteva andare peggio. Molto. Peggio.

A come Ancorarsi

S’è alzato un vento forte che ha scompigliato le carte, le regole, le abitudini. Ancorarsi alla terra è la sola che ci è rimasta. In una delle tantissime telefonate di questi 12 mesi, mi hanno detto: “Stringiamoci forte che s’è alzata la tempesta”.

Ci sono stati giorni in cui gettare l’ancora al suolo è stato impossibile: ho perso la speranza, ho riso, ho pianto, ho provato un’immensa sensazione di distanza, non ho fatto nulla per giorni interi, ho fatto cose che mai avrei immaginato, ho camminato e ballato (per la gioia dei miei vicini) nel mio piccolo appartamento, ho guardato per ore dalla finestra, ho chiuso gli occhi, ho aperto gli occhi, ho ritrovato la speranza, ho cercato di aver pazienza con la mia svogliatezza e la mia iperattività.

Sono stata e sono tutto e il contrario di tutto.

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2 risposte a “D.I.P.A.N.E.M.A. Tutto e il contrario di tutto”

  1. Questo tuo post per me è un po’ come “le finestre accese sulla sera” dei tuoi vicini. Mi da coraggio.

    • Grazie mille per le tue parole, Lorenzo. Questo post aveva davvero poche pretese, ma se ti ha donato un po’ di coraggio, sono contenta! Un abbraccio virtuale.

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